sabato 26 novembre 2011

48 - Monti che non parla

Caro Presidente del Consiglio,

da Lei ci aspettavamo la corsa. Ci aspettavamo che rispondesse con solerzia all'appello del “Sole 24 ore” che recitava “fate presto!”

E invece? 

La vediamo lì nella palude della politica, con i tempi di risposta degni dei migliori governi del pentapartito, con riunione notturne, con “pizzini” letti in aula, con continui rinvii e con tutta la liturgia antica dei palazzi romani.

Ci eravamo tanto lamentati dell'estremo segreto della lettera BCE inviata al governo Berlusconi.

E ora ci troviamo a pendere dalle sue labbra per sapere cosa ha già deciso e raccontato ai governi Merkel e Sarkozy, a Rehn e ad altri burocrati europei.

Ma a noi, popolo, quando ha intenzione di dire qualcosa?

Fino a quando ci terrà sulle spine per capire cosa sarà di noi e dei nostri portafogli?

Noto in Lei, ed era insito nel modo in cui Lei si è insediato, un certo disprezzo e una certa lontananza dal popolo sovrano. Noi non possiamo essere gli ultimi. Noi, popolo sovrano, siamo i primi a dover sapere. Questo per noi significa democrazia.

Passano i giorni, le settimane e Lei ancora non è stato in grado di dare le mostrine e le stellette di viceministro e sottosegretario. Lei, che doveva andare di corsa, dà la chiara sensazione di essere avvolto dalla fanghiglia paludosa della politica antica, del manuale Cencelli, di tutto ciò che non vorremmo più vedere.

Ma, dopo la Berlusconi tax, siamo disposti ad accettare una Monti tax (entrambe legate alla lentezza, alle indecisioni) a tre condizioni:

  • una legge contro la corruzione, che preveda pene severe per amministratori pubblici, l'eliminazione della condizionale e un canale preferenziale per il giudizio;

  • chiari messaggi contro l'evasione fiscale. Leggi di vero contrasto che mettano in conflitto di interessi i contribuenti e che vadano ad analizzare tutte le operazioni con l'estero di grandi aziende e banche;

  • una legge che finalmente metta mano ai costi della politica. Anche ai cosiddetti “diritti acquisiti”. Non si possono negare perché è anticostituzionale? Paghi i vitalizi, le super-pensioni, i super-compensi con BTP incedibili! Garantirà i diritti acquisiti semplicemente non pagandoli in contanti, ma con titoli di Stato da portare a scadenza.

Per concludere:

  • io mi aspetto da Lei, Presidente del Consiglio, un compenso concreto per non avere potuto esprimere il mio voto democraticamente;
  • io mi aspetto da Lei senso della democrazia, oltre che dello Stato. Se si rende conto di non essere in grado di fare e di fare in fretta, perché la nuova “coalizione contronatura” non glielo permette, si dimetta e ci lasci votare. Cosa ha da perdere in fondo?

Credo nella sua buona fede Professor Monti, credo nelle sue buone intenzioni, ma non si dimentichi mai che:

“...La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”



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