Ieri sera (20 marzo 2012) si è riunito il consiglio comunale straordinario convocato dai consiglieri di opposizione i primi di marzo dopo settimane di silenzio di sindaco e giunta sulle mie dimissioni.
Nella richiesta di convocazione e in due lettere successive, i consiglieri, avevano chiesto una serie di documenti per preparare il consiglio stesso. Contratti, delibere, prospetti, dettagli contabili e quanto ritenevano opportuno per una verifica dei conti presentati da Mantova Ambiente.
Nonostante le richieste formali (qui trovate l'ultima), solo alcuni dei documenti sono stati forniti e, in una risposta del segretario comunale, si dice che gli altri erano stati richiesti a Mantova Ambiente e si era in attesa di riceverli.
Sempre ieri sera, in una riunione dei capigruppo preconsiglio, il sindaco e il presidente del consiglio, hanno ribadito che Mantova Ambiente non fornirà mai tali numeri. (Ma come pochi giorni fa eravamo in attesa (vedi lettera segretario comunale) e oggi ci dite che non è più così?)
Alla luce di tutto questo, i consiglieri di opposizione, dopo aver letto un comunicato, hanno abbandonato l'aula e i lavori. Tra l'altro nel comunicato è scritto che l'opposizione non parteciperà più a consigli comunali fino a che non saranno forniti tali numeri dei costi indiretti.
Il consiglio è proseguito con una giunta monocolore e un consiglio monocolore. Neanche Lukashenko in Bielorussia sognerebbe una simile situazione.
Qualcuno commenta "siete scappati". "Anche tu, Procopio, sei scappato". "E' stato un autogol!"
Non è così! E mi dispiace se qualcuno è rimasto deluso. Ma la questione è seria!
Noi ci siamo presentati per chiarire che non vi erano le condizioni per un consiglio comunale con all'ordine del giorno "analisi dei costi indiretti" , senza i documenti contenenti i costi indiretti. E' come leggere un libro con tutte le pagine bianche tranne l'indice. Non vi erano le condizioni per un confronto democratico. Cerchiamo di essere seri, i numeri si forniscono su carta, non si raccontano! Se si è persone serie si forniscono i documento per la discussione. Altrimenti di cosa discuti?
Ora cosa succede?
Percorsa la via politica istituzionale, senza successo, non rimane che passare la palla a chi decide. A chi giudica. Non abbiamo alternative.
Saranno gli organi competenti a decidere se si è svolto tutto in questi anni in maniera regolare, se i 195.000 euro erano corretti, se si possono imputare anche solo 10 euro ad un ente locale senza giustificarli, se il contratto era regolare, ecc...
Una volta lette le infinite premesse in fondo si arriva alla delibera al punto tre:
1- da 195.000 euro si passa magicamente a 120.000 euro
2- si ammette che il contratto è lacunoso e va integrato con un nuovo articolo, specificando come si arriva determinare l'imputazione dei costi indiretti (anche se sulla base di numeri sconosciuti)
Bene, anche se domani perdessi il dono della parola, scritta o orale, e non potessi continuare questa battaglia per avere i dettagli dei costi, sarei già felice.
GRAZIE ALLE MIE DIMISSIONI I CITTADINI DI SETTIMO MILANESE HANNO OTTENUTO UN RISPARMIO DI 75.000 EURO L'ANNO PER GLI ANNI CHE VANNO DAL 2010 AL 2016 (TOTALE 525.000 EURO, OLTRE MEZZO MILIONE DI EURO) E POI HANNO OTTENUTO UN CONTRATTO APPARENTEMENTE PIU' SERIO.
Altro che autogol!
Ma, ripeto, siamo persone serie. Non finisce cono lo sconto questa battaglia, ma con il raggiungimento della trasparenza.

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